Nella maggior parte dei progetti locali le posizioni non si muovono non per mancanza di keyword, ma perché le basi tecniche non vengono mantenute. Per noi la strategia SEO safe mode significa stabilizzare prima l'indicizzazione e solo dopo passare a un'offensiva più aggressiva di link e contenuti.
Focus safe mode
- Azzerare gli errori Search Console
- Ottimizzare i Core Web Vitals delle top 10 landing
- Controllo SXO (search experience): meta + hero + CTA
- Ricostruire la struttura content hub in cluster
1. Audit tecnico e igiene di indicizzazione
Non importa quanto sia buono il contenuto se Google non riesce a scansionare correttamente: errori canonical, URL con parametri, tag noindex inutili: tutto frena le posizioni. Iniziamo ogni progetto con un crawl report (Screaming Frog, Sitebulb) e risolviamo gli errori di coverage in Search Console prima di fare altro.
Manteniamo la safe zone dei Core Web Vitals su mobile sotto 2,0s LCP, 0,1 CLS e 200ms INP. Per questo usiamo critical CSS inline, `srcset` per le immagini e lazy loading modulare, così il traffico organico mobile cresce in modo stabile.
2. Cluster di contenuti e struttura basata sull'intento
Una landing ottimizzata su una sola keyword non basta più. Google valuta la profondità del tema: quanti articoli, case study e FAQ mostri e come li colleghi. Noi dividiamo il sito in cluster di contenuti (es. "responsive", "automazione SEO", "lead generation"), creando pagine hub e micro-contenuti.
Il cuore della strategia a cluster è rendere chiaro a Google che sei il riferimento più profondo sul tema. Per questo costruiamo un sistema di link interni, canonicalizziamo i duplicati e arricchiamo gli articoli più importanti con dati strutturati.
3. Ottimizzazione on-page e fine-tuning UX
Aggiornare titoli e meta description è solo l'inizio. Con logica safe mode verifichiamo per ogni landing se l'hero riflette davvero l'intento di ricerca, se le CTA sono chiare e se l'utente mobile trova una risposta rilevante entro 3 secondi.
4. Link building intelligente
Senza backlink non c'è un vero avanzamento, ma nell'era degli aggiornamenti algoritmo una strategia troppo aggressiva è rischiosa. Preferiamo articoli PR di qualità, directory rilevanti e collaborazioni con partner. È importante che il profilo link resti naturale: 30-40% brand anchor, 30% URL, 30% keyword long-tail.
5. Misurazione, automazione e report
Usiamo dashboard GA4 + Looker Studio per monitorare il traffico organico. Una parte del safe mode è controllare settimanalmente il numero di pagine indicizzate, le variazioni di ranking e gli eventi di conversione principali. Riceviamo alert automatici su Slack se il traffico cala improvvisamente, così possiamo reagire subito.
“Un buon SEO non riguarda hack di breve periodo. Costruiamo basi solide, poi arrivano le campagne rapide. Così vinciamo a ogni aggiornamento.”
— Team SEO WebbersSe vuoi che il tuo sito salga nel ranking Google, scrivici. Audit, strategia e implementazione in un unico posto: safe mode, senza rischi.